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Il Codacons chiede i dati del televoto di Sanremo e la Rai dice no: il motivo fa infuriare l’Associazione dei Consumatori


Il televoto di Sanremo è nuovamente al centro delle polemiche. Come vi avevamo già segnalato, molti utenti hanno riscontrato diversi disagi e anomalie nel votare il loro artista preferito al Festival. Addirittura, sui social molti hanno testimoniato come arrivassero i messaggi di conferma del televoto a più di una settimana di distanza dalla finale di Sanremo. Inoltre, solo alcuni giorni fa, vi riportavamo dell’inchiesta di Striscia la notizia, secondo cui non sarebbero stati conteggiati oltre 700.000 voti validi. Insomma, un’aria decisamente torbida attanaglia il televoto del Festival di quest’anno, tanto che il Codacons ha chiesto maggior chiarezza all’Autorità per le comunicazioni, ma la Rai ha categoricamente negato ogni tipo di collaborazione.


Cosa ha richiesto il Codacons


Tramite una nota dell’ufficio stampa, il Codacons ha reso pubblico quanto domandato alla Rai. In particolare, l’Associazione dei consumatori vuole vederci chiaro e, di conseguenza, chiede di poter accedere a tutti i dati (di televoto e giurie) che hanno portato alla stesura della classifica finale del Festival di quest’anno. “All’indomani dell’ultima puntata del Festival, caratterizzata da alcuni disservizi e problemi tecnici che avevano interessato il sistema del televoto, il Codacons presentava formale istanza d’accesso alla Rai chiedendo tutti i dati sui voti espressi dai singoli componenti delle giurie della sala stampa e delle radio; i voti validi raccolti attraverso il televoto; quelli invalidati e la relativa motivazione; i dati circa eventuali voti espressi dal pubblico da casa e non raccolti dal sistema a causa dei disservizi tecnici”, si legge nella nota del Codacons.


La Rai nega categoricamente le richieste del Codacons


Sempre dalla nota del Codacons, apprendiamo che la Rai non avrebbe accolto le richieste dell’Associazione dei Consumatori. “Il Festival di Sanremo è un programma avente finalità di spettacolo televisivo canoro e conseguentemente tutte le attività relative alle giurie e votazioni devono intendersi riferite alla disciplina interna delle regole competitive, improntata alla liceità della gara canore ma avulse da ogni finalità di interesse pubblico”, così si è giustificata la Rai. È intervenuto, allora, Carlo Rienzi, presidente del Codacons: Per la Rai, dunque, la spesa sostenuta dai telespettatori per televotare i cantanti in gara a Sanremo non è questione di pubblico interesse, e i dati sul televoto devono essere coperti da segreto. La nota si chiude con l’impegno del Codacons a proporre un ricorso contro la decisione della Rai di negare l’accesso ai documenti. Staremo a vedere, quindi, come evolverà la spinosa vicenda.


Foto: LaPresse.